
Si chiude con l’euro poco sopra 1,31 la sessione europea per la coppia EUR/USD. Il ribasso iniziato già in parte durante la sessione asiatica e proseguito per tutta la giornata si conferma tale, di fatto registrando un’inversione di tendenza rispetto alle aspettative degli analisti.
Decisivo per il ribasso il dato macroeconomico sui Non Farm Payrolls USA, che hanno registrato un miglioramento rispetto alle iniziative dando un impulso rialzista del dollaro che ha messo sotto pressione la moneta unica.
L’euro ripende invece quota contro lo yen, tornando sopra 108 dopo un ribasso che aveva fatto toccare soglia 107,80. I trader che giocano con la moneta europea si sono dimostrati poco propensi al rischio nell’ultima parte della sessione europea, circostanza dovuta anche alla raffica di dati positivi arrivati dagli Stati Uniti, dove i dati sull’occupazione non agricola sono stati tutti migliori delle aspettative.
A penalizzare l’euro, anche i dati provenienti dai paesi locomotiva dell’eurozona. Se l’Italia registra un calo della produzione industriale su base mensile, incassando un -2,5% rispetto alle attese ferme al -0,7, la Germania registra una flessione sulla bilancia commerciale, di 14,2 miliardi rispetto alle stime ferme a 14,3B. Dati negativi anche dalla Francia, che vede diminuire dello 0,3% la produzione industriale su base mensile e peggiora il segno negativo nel rapporto tra import ed export, -12,5 miliardi rispetto alle stime di -11 miliardi.
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