Iran-Usa sul mercato valutario. Teheran censura la parola “dollaro” per contenere il ribasso del rial

Non si combatte solo attraverso le sanzioni e una fragile diplomazia il braccio di ferro tra gli Usa e l’Iran. In questi giorni, secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos, sembra che le ostilità si siano aperte anche sul fronte del mercato valutario.

A quanto pare i trader iraniani sono affamati di dollari, dal momento che il rial, dopo le sanzioni applicate dagli Usa per il programma nucleare del paese mediorientale, hanno fatto scendere il valore della moneta iraniana di un 30%, che spinge a vendere rial e ad acquistare dollari.

Ecco allora che secondo fonti raccolte da Adnkronos il governo iraniano avrebbe messo sotto controllo le parole “dollaro” e “cambiavalute” persino sugli sms dei telefonini. Il messaggio che compare è “messaggio non inviato”. Questo per dissuadere e frenare la corsa al biglietto verde che gli investitori iraniani avrebbero avviato da quando il rial ha iniziato la picchiata contro il dollaro.

Attualmente per acquistare un dollaro ci vogliono 17.230 rial e il timore è che la moneta iraniana possa subire ulteriori svalutazioni con un picco di vendite. La questione è controversa, alcuni operatori hanno smentito la circostanza, altri la confermano, mentre Teheran esclude che si possa attribuire il calo del rial alle sanzioni applicate dagli Usa alla banca nazionale iraniana.

Un fatto è certo, nell’epoca in cui a governare gli equilibri degli Stati c’è la finanza e la circolazione di moneta, il mercato valutario può diventare un nuovo fronte di confronto/conflitto tra gli stati. Niente più dell’economia oggi può influenzare il rapporto tra due Stati. Soprattutto se sono due Stati potenti e contrastanti come Usa e Iran.

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