Chiamare quello che sta succedendo un “salvataggio finanziario della Grecia” non è una definizione appropriata. I finanziamenti che i governi europei e il FMI stanno per mettere a disposizione della Grecia non rimarranno alle autorità elleniche. Il denaro sarà utilizzato per pagare gli interessi sul debito greco ed il 70% di questi fondi appartiene a paesi esteri. Con diversi tagli alla spesa, riduzione degli stipendi e perdite di posti di lavoro, è difficile immaginare come potrà uscire la Grecia da questo salvataggio finanziario. Invece di Atene, saranno i creditori della Grecia a ricevere il cosiddetto salvataggio finanziario e sostanzialmente un’altra banca trasferirà i fondi europei alle banche europee. La Grecia è semplicemente un intermediario. Mentre gli altri mercati obbligazionari del sud Europa stanno traendo beneficio dall’idea che alla Grecia saranno nel tempo erogati fondi per evitare problemi con la scadenza e il pagamento delle cedole del 19 maggio, non è difficile capire che gli investitori non si riterranno soddisfatti per molto tempo. La notizia di venerdì che la disoccupazione spagnola è salita al 20,1% nel primo trimestre, dal 18,8% del quarto trimestre 2009, mostra il tipo di venti contrari che dal punto di vista economico la periferia dell’Europa sta affrontando. Questo dato rappresenta un maggiore incremento rispetto alle attese degli economisti ed è di circa 7 volte la media europea. Bisogna considerare che da quando il Portogallo è entrato a far parte della zona euro ha registrato meno dello 0,5% di crescita annua o che S&P si aspetta che la Spagna avrà una crescita media di circa lo 0,7% fino al 2016. È difficile prevedere quanto il pacchetto di aiuti dell’Unione Europea/FMI sia espandibile e come si porrà di fronte alla curva delle aspettative.
Durante la settimana, S&P ha abbassato il rating della Spagna a AA da AA+ e ha mantenuto l’outlook negativo. Anche la Grecia ha subito da S&P un downgrading da BBB+ a BB+, cioè “junk”, spazzatura. È rimasto anche l’outlook negativo. Questa rappresenta una mossa molto aggressiva, ma le agenzie di rating stanno chiaramente cercando questa volta di giocare di anticipo. Appena prima del declassamento della Grecia, il Portogallo è stato portato da S&P a A- con outlook negativo. Anche questa è stata una mossa molto aggressiva. Fitch aveva già tagliato a marzo il rating a AA- da AA, ma è chiaro che sia Fitch che Moody’s rimangono ben dietro alla curva, dal momento che il Portogallo non è chiaramente una doppia A di credito. Moody’s e Fitch mantengono ancora la tripla A sul credito della Spagna. Questo giudizio è destinato a non durare molto e ci saranno probabilmente altri declassamenti per la Spagna in futuro. Quando si passerà alla doppia A, ciò causerà oscillazioni molto maggiori rispetto alla mossa adottata ora da S&P. Infatti la Spagna rappresenta una potenza di primo piano. La Grecia e il Portogallo sono paesi di modesta grandezza, mentre la Spagna ha un PIL di circa 5 volte maggiore.
L’Euro si è consolidato durante la seconda metà della settimana dopo essersi spinto fino al supporto a 1.32.
Fonte: etoro
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