
Euro ancora giù durante la giornata di mercoledì. La coppia EUR/USD ha raggiunto i minimi da oltre 4 mesi, arrivando a 1,2682. Durante la sessione USA ha provato un rimbalzo toccando i massimi di giornata a 1,2752 ma poi è scesa di nuovo, e al cambio attuale è a 1,2715. I timori per la situazione della Grecia, destinata a nuove elezioni e in bilico per l’uscita dall’euro spaventa i mercati. Anche le Borse internazionali chiudono tutte in rosso e la giornata è stata contrassegnata da tensioni.
I dati macroeconomici descrivono una giornata contraddittoria. Male i dati dai paesi orientali come il Giappone, mentre è andata bene la serie di aste di titoli in Francia, che ha registrato un calo dei tassi di rendimento. Anche l’indice dei principali prezzi al consumo nell’eurozona tornano ai livelli di un anno fa a 1,6% indicando un calo dell’inflazione. Stabile anche la bilancia commerciale dell’Eurozona, al 2,6% nel rapporto tra importazioni ed esportazioni.
Dagli USA migliorano le consegne nel settore manifatturiero, salite al 1,90% rispetto a -0,20% del mese scorso. E al di sopra delle aspettative sono stati anche i dati sui nuovi cantieri residenziali, mentre sono in calo i permessi di costruzione rilasciati negli Stati Uniti. La produzione industriale, infine, migliora e recupera l’1,4% sul mese precedente, salendo più delle attese.
Ad influenzare i mercati è stato tuttavia l’annuncio di nuove elezioni in Grecia. La perdita di Atene nell’area euro suscita preoccupazioni, anche se i vertici europei hanno escluso che l’ipotesi sia al vaglio. Rigidità tuttavia sull’eventuale ristrutturazione del piano di aiuti per la Grecia. FMI, Europa e BCE non hanno intenzione di cambiare gli accordi, studiati, si è detto oggi, nel dettaglio. E l’assenza di spiragli in questo senso spinge gli investitori a scappare dall’acquisto di debito e ad investire nell’Eurozona.
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