Euro stabile sul dollaro. Europa verso il MES: ma resta il nodo di Atene

L’euro resta stabile sopra la soglia di 1,30 nella giornata di martedì. I trader restano prudenti in attesa dei risvolti che la trattativa tra la Grecia e le banche riprenda e consenta di capire se entro marzo per Atene sia o meno default. Per il momento dunque, anche di fronte ad una ripresa del dollaro sulle altre valute. Si è conclusa la riunione Ecofin, in cui i ministri delle Finanze dei diversi paesi dell’Eurozona hanno raggiunto un primo accordo sull’avvio del meccanismo di stabilità europea.

Il nuovo EFSF dovrebbe partire a luglio, non si è deciso però ancora di quanta autonomia sarà dotato. Secondo fonti del Financial Times, i due meccanismi (EFSF e MES) potrebbero convivere, con 750 miliardi, ma non c’è conferma dalla Germania. Intanto i dati macroeconomici provenienti dalla zona euro di oggi sono tutti migliorativi. L’indice PMI dell’Eurozona è a 50,4 punti, il dato migliore da diversi mesi, così come quello tedesco e quello dei servizi.

Bene anche l’emissione di bond da parte della Spagna, che ha emesso titoli a 3 e 6 mesi a tassi di rendimento più bassi, mentre risale lo Spread sul differenziale tra titoli tedeschi e italiani. Dopo essere sceso sotto quota 400, i timori per la Grecia e i roboanti allarmi sulla recessione europea e sull’Italia che non può farcela da sola, hanno riportato su l’indice.

Per domani ci sono altri dati che potrebbero influenzare il mercato valutario: a partire dai dati dell’eurozona: l’indice dei prezzi alla produzione in Spagna, le aspettative del business tedesco, le vendite al dettaglio in Italia, e soprattutto l’indice IFO sembre della Germania. Ci sarà anche la conferenza stampa del presidente della BCE Mario Draghi, e anche gli Usa annunceranno la loro politica monetaria attraverso FOMC.

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