Euro in ripresa dopo il voto in Grecia e le aspettative del G20 in Messico

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Sembrano passati chissà quanti giorni da quel 14 giugno in cui l’euro è sceso sotto gli 1,25 contro il dollaro. Ma in quattro giorni sono accadute delle cose: la Grecia ha votato e scelto il partito pro-euro, Nuova Democrazia, che ha vinto le elezioni. E’ in corso il G20 in Messico, dove protagonista è l’Europa, i suoi leader e i loro piani per la crescita, in Italia il governo Monti ha varato il decreto sviluppo.

Quattro giorni, insomma, decisivi. Per dare fiducia, di nuovo, ai mercati. Questa mattina il Forex ha visto aprire in positivo la coppia EUR/USD. Dopo la chiusura del weekend appena trascorso a 1,2647 l’euro questa mattina valeva 1,27 all’apertura della sessione asiatica, è svettato fino a 1,2745, è sceso di nuovo e ora è ai livelli di inizio settiamana. sulla soglia di 1,27.

E’ chiaro che proprio l’esito del confronto tra i leader della terra, che prevedono di incontrarsi a margine per affrontare il problema della crisi economico-finanziaria, è al centro dell’attenzione. Ma si deve dire che il voto greco non ha avuto enormi effetti sui trader del Forex, che restano ancora assai cauti sulla moneta unica.

Anche ha coppia EUR/JPY ha visto la moneta europea rafforzata all’apertura della sessione asiatica. Il cambio chiuso la scorsa settimana a 99,55 ha aperto stamane a 100,05 ed è subito andato al rialzo verso 100,80, attualmente scambiato a 100,65.

Fiducia dei trader anche verso il dollaro, che dopo il ribasso e la perdita di circa 100 pips della scorsa settimana apre in postivo, passando da 78,80 a 79,25 al momento della scrittura. Fiducia è riposta in Barack Obama, presente al G20. Le sfide che attendono il pianeta saranno affiancate a quelle che attendono gli Stati e i mercati. La parola d’ordine è far partire una crescita sicura e duratura e porre un freno all’austerity voluta dalla Germania e che ora sta scontentando un po’ tutti. Giornata decisiva, insomma, quella di oggi, per capire in che direzione sta andando l’Europa e l’eurozona. Vigilia di quel 28 giugno in cui tutte le potenze principali europee si incontreranno per fare il punto sul loro stato di salute.

 

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