Crescita USA

Il Pil nel primo trimestre è risultato ampiamente in linea con le attese. Il risultato del 3,2% annualizzato è minore del 5,6% registrato nel quarto trimestre 2009, ma tutti hanno concordato nel sostenere che un tale ritmo fosse insostenibile. Nonostante la crescita sembri solida, le pressioni sui prezzi si sono attenuate, ulteriormente sottolineando la mancanza di rischi inflazionistici. Nonostante la crescita si sia mantenuta leggermente positiva per il secondo trimestre consecutivo, la Fed resta sicuramente sulla difensiva. I consumi sono saliti del 3,6% dopo che nel primo trimestre erano aumentati dell’1,6%. Questo dato ha contribuito per il 2,5% sul risultato del Pil. Le scorte hanno contribuito per circa l’1,6%. La spesa delle imprese per i macchinari si è incrementata del 13% ma la spesa sulle strutture è diminuita del 14%. Per la prima volta in tre trimestri è in flessione la costruzione di case. Il core PCE deflator, uno tra i più citati indicatori sull’inflazione, è diminuito moderatamente allo 0,6% dall’1,8% del quarto trimestre. Questo rappresenta l’incremento più ridotto dall’introduzione di questo indicatore alla fine degli anni Cinquanta. In un anno il Pil è cresciuto del 2,5% nel primo trimestre rispetto allo 0,1% del quarto trimestre.

La differenza tra gli ottimisti e i pessimisti in relazione all’economia USA sembra riflettersi nella differenza tra la crescita dell’1,5% e del 3% di quest’anno. Entrambi riconoscono che la politica fiscale sarà meno a favore dell’economia dal momento che si sta esaurendo il pacchetto di stimolo alla spesa. La spesa del governo nella stima preliminare del primo trimestre ha abbassato la crescita del Pil dello 0,4%. Questo per dire che i venti favorevoli si sono già trasformati in venti sfavorevoli. Quel vento sfavorevole è destinato a crescere nei prossimi mesi.
Tuttavia, questo freno potrebbe essere bilanciato da miglioramenti in altri settori. La creazione di posti di lavoro resta di fondamentale importanza per rilanciare le entrate, i consumi e la produzione. Il freno derivante dalle strutture non residenziali sta diminuendo, sebbene fosse inferiore del 14% nel primo trimestre, dato che rappresenta la flessione più modesta dal quarto trimestre 2008. I consumi e gli investimenti aziendali negli USA potrebbero rappresentare i fattori chiave per la continuazione della ripresa. Il ciclo delle scorte appare ancora incompleto e potrebbe contribuire alla crescita del Pil durante i prossimi trimestri. Le esportazioni nette non incidono così tanto sulla crescita USA rispetto a quanto avviene nel resto del mondo.

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