Andamento e previsioni EUR/USD, USD/JPY e EUR/JPY del 13/06/2012

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Parte in leggero rialzo l’euro all’apertura della sessione europea di mercoledì. Nel confronto col dollaro, la coppia EUR/USD è scambiata a 1,2524 al momento della scrittura, dopo che nella seduta asiatica è scesa a 1,2480. Contro lo yen siamo a 99,63, mentre il dollaro, che ha tentato la risalita contro la moneta giapponese, apre al ribasso ed è scambiato a 79,55.

L’attesa è per l’asta di titoli in Italia, con la richiesta ai mercati di 6,5 miliardi di euro. Lo spread tra bund e Btp decennali è ancora alto. Per guardare alle previsioni valutarie sul Forex, si comincia con la coppia EUR/USD, che secondo gli analisti potrà prevedere un rialzo solo oltre la soglia di invalidazione di 1,254. Dunque posizioni CORTE a 1,253, con target a 1,244 e 1,2405, mentre posizioni LUNGHE sono consigliate se si va oltre 1,254 con target 1,2575 e 1,261.

Quanto alla coppia EUR/JPY, il Pivot point è individuato a 99,9. Si consigliano posizioni CORTE sotto 99,83, con target 98,95 e 98,5. Diverso lo scenario se il cambio salirà oltre 99,9, si potrebbe aprire la strada ad un ulteriore rialzo verso 100,5 e 100,95.

Infine la terza coppia valutaria di interesse, USD/JPY. Il dollaro è partito al ribasso, ma secondo gli analisti se il cambio si tiene sopra 79,1 è consigliabile acquistare dollari con target a 79,7 e 79,85. Diverso se non si riuscisse a rompere la soglia di invalidazione, caso in cui si preferirebbero posizioni CORTE verso 78,9 e 78,75.

Ora uno sguardo ai dati macroeconomici. Cala l’indice dei prezzi al consumo in Francia, -0,1% rispetto alle attese di uno 0,2%. Resta stabile quello su base annuale della Germania e su base mensile -0,2%. La Spagna invece, che il mese scorso era all’1,4%, scende al segno meno con -0,1%, meglio delle attese. Gli stessi dati sono attesi dall’Italia, che dovrà poi fare i conti con le aste di titoli pubblici a 3 mesi e a un anno, mentre alla Germania toccherà vendere debito a 10 anni.

Importante il dato in arrivo anche sulla produzione industriale dell’Eurozona, che su base mensile dovrebbe ridurre il segno negativo da -0,3% a 0,1%.

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