
Continua la discesa dell’euro rispetto ai principali rivali sul Forex. Il rischio di un “eurocrack” spinge i trader a prendere profitto e a rifugiarsi nel dollaro e nelle valute più sicure. La Grecia fa temere il peggio, la coppia EUR/USD è scambiata a 1,2702 ma è sceso fino a 1,2683, il minimo da 4 mesi. I mercati sono spaventati dalle conseguenze di un possibile abbandono di Atene dell’Euro, per l’effetto contagio che potrebbe avere sugli altri paesi dell’Eurozona il cui debito è in mano agli istituti internazionali.
Mai come ora occorre sapere cosa fare. La parola d’ordine è prudenza. Queste 24 ore saranno decisive per l’Europa che conta, che sta cercando soluzioni per tenere la Grecia all’interno dell’Eurozona. Dunque il ribasso dell’euro non è chiaro quanto durerà.
A dare uno sguardo ai principali analisti, sul breve termine, o meglio sugli scambi giornalieri, si suggeriscono posizioni CORTE già sotto la soglia di 1,281. I target arrivano fino a 1,2695 e 1,267. Ma con lo scambio attuale a 1,2702 è chiaro che il ribasso è in estensione. Solo sopra il Pivot point di 1,281 è possibile prevedere un rialzo verso 1,287 e 1,291, ma appare al momento alquanto improbabile.
Un po’ meno in picchiata lo scambio tra euro e yen. La coppia EUR/JPY è scambiata a 102,19, anche qui al minimo da diversi mesi, ma la resistenza della moneta unica è maggiore, anche per i dati dal Giappone che questa mattina danno l’attività del terziario in flessione.
Per gli analisti con Pivot point 102,9 è consigliabile posizioni CORTE con target 102 e 101,6. Al contrario, se dovesse esserci una ripresa, si potrebbe andare al rialzo verso 103,45 e 103,75 nel giornaliero.
Il dollaro invece recupera contro lo yen, salendo a livelli massimi da diversi giorni. Al cambio la coppia USD/JPY è a 80,37 in netto rialzo rispetto ai giorni precedenti. A contribuire, la debolezza dell’euro ma anche l’economia giapponese: l’indice di attività del terziario è calata dello 0,6% rispetto al mese scorso, peggio delle aspettative. Il consiglio è tenere dunque posizioni LUNGHE sopra la soglia 80,15, con target a 80,55 e 80,65. Sotto gli 80,1 invece prevedere ulteriore ribasso verso 79,95 e 79,8.
Sul fronte dei dati macro. Inaspettatamente la bilancia commerciale in Italia dà risultati migliori del previsto. E’ di 2,06 miliardi di euro, con segno positivo rispetto ai -1,14 miliardi del periodo precedente il dato peggiorativo delle aspettative, che prevedevano una flessione di -1,34 miliardi. Ora si attendono i dati sui prezzi al consumo dell’Eurozona, e la bilancia commerciale. Dalla Spagna sono previsti in peggioramento gli ordinativi all’industria, che su base annuale potrebbero passare da uno -0,3% dello scorso anno a un -0,5 attuale. Ma il segnale importante arriverà dalle aste del debito pubblico. La Francia, che si approssima a chiedere politiche per la crescita all’Europa fino a ieri guidata dalla cancelliera Angela Merkel, oggi piazzerà titoli del debito a 2,3,4 e 5 anni. E anche la Germania piazzerà bund a 10 anni. Sono paesi in cui i mercati rispondono bene.
Infine dobbiamo aspettarci dati macro dagli USA in rialzo: cantieri residenziali e produzione industriale in particolare, mentre sono previsti in calo i permessi a costruire rilasciati.
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